Dalla crisi in Ucraina al nuovo protagonismo italiano nel Golfo Persico: così il mercato energetico globale cambia volto con progetti da 500 milioni di dollari
Le rotte dell’energia mondiale stanno cambiando. La guerra in Ucraina e le tensioni in Medio Oriente hanno stravolto gli equilibri, aprendo varchi inediti a nuovi attori e strategie. L’Italia ha ridotto l’importazione di gas russo dal 40% a meno del 5%, rafforzando le relazioni con Algeria e Mare del Nord, mentre Cina e India hanno approfittato degli sconti sul petrolio di Mosca. Ma il colpo di scena arriva dal Kurdistan iraniano: una società italiana, guidata da Fulvio Cordaro e Davide Pracchi, ha sottoscritto un contratto da 500 milioni di dollari per la costruzione di infrastrutture energetiche. Il progetto, nato da un’intuizione pre-pandemica e poi frenato dal Covid e dalle tensioni internazionali, è oggi al centro di un rilancio strategico.
Quali sono le nuove alleanze mediorientali che coinvolgono anche l’Italia?
Una storica intesa tra Iran e Arabia Saudita, mediata da Pechino nel 2023, ha riaperto il dialogo fra le due potenze. “La riconciliazione tra Teheran e Riad promette flussi energetici più prevedibili”, spiega l’esperto Alexandro Maria Tirelli. Il presidente dell’Istituto di politica internazionale aggiunge: “Teheran ha incrementato le esportazioni verso Oriente, mentre Riad ha mantenuto alti i prezzi del greggio scontentando i Paesi importatori”. Intanto, l’Italia rafforza le proprie relazioni diplomatiche con entrambi i giganti del Golfo. Eni punta su Algeria e Qatar, ma intanto emergono nuove alleanze nel Kurdistan iraniano, con la società Serendebity Srl in prima linea.
Come influiscono i prezzi dell’energia sulle famiglie europee?
Nel 2022 i costi energetici hanno toccato livelli record in Europa, con forti ripercussioni su famiglie e imprese. In Italia, le bollette hanno messo in ginocchio i settori energivori, erodendo competitività e profitti. Tuttavia, il 2023 ha portato una boccata d’ossigeno: l’inverno mite e le misure di stoccaggio europeo hanno favorito un calo drastico del prezzo del gas. “Un’opportunità da cogliere per rafforzare i legami con fornitori alternativi come l’Iraq”, osserva Tirelli. Intanto, l’Arabia Saudita reinveste gli introiti record del petrolio in infrastrutture e energie rinnovabili, mirando a consolidare la propria egemonia.
Qual è il ruolo dell’Italia nel nuovo ordine energetico globale?
Non solo diversificazione, ma anche coraggio imprenditoriale. La presenza italiana in Iran rappresenta un esempio di come diplomazia economica e capacità progettuale possano costruire ponti anche in contesti complessi. L’incontro, durante il Nowrouz, tra investitori italiani e i vertici della società statale NIGEC ha rilanciato il piano per nuove pipeline dirette verso Turchia e Pakistan, coinvolgendo partner europei e turchi. A dare slancio al progetto, anche un noto professionista monegasco e un membro di una famiglia di albergatori internazionali residente in Veneto. “La stabilità energetica passa dalla cooperazione a lungo termine”, conclude Tirelli.





