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I parenti delle vittime del ponte Morandi: ‘Le macerie diventino un monito’

di Redazione Impresa mercati
14/08/2026
in Cronaca Italiana
I parenti delle vittime del ponte Morandi: ‘Le macerie diventino un monito’
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Collocare le macerie del crollo del ponte Morandi nei luoghi d’origine delle 43 vittime per trasformarle in un ‘museo diffuso’ come monito affinché una tragedia del genere non si ripeta mai più. È la proposta lanciata dal comitato dei parenti delle vittime del ponte Morandi alla vigilia dell’ottavo anniversario di quanto accaduto il 14 agosto 2018 alle 11:36 a Genova. I resti del ponte, blocchi di calcestruzzo e trefoli, reperti utili alle indagini nella maxi inchiesta sul crollo del viadotto, potrebbero acquisire un nuovo significato, l’idea del comitato è di portare un pezzo del ponte in ciascuno dei Comuni dove viveva chi è morto nel disastro.

“Un’idea embrionale per ora – spiega la presidente Egle Possetti – e che si deve concretizzare, vedremo come evolverà, ma il senso del progetto è quello di allestire dei memoriali in ogni cittadina o città da dove venivano le persone che il 14 agosto 2018 hanno perso la vita”.

Secondo il comitato accanto a ogni reperto si potrebbero installare pannelli informativi o interattivi o anche semplicemente delle targhe per ricordare, insieme alle vittime, anche la storia di quanto accaduto, il perché, le sorti processuali, e tutto quello che possa contribuire a capire e a fare in modo che una tragedia del genere non si ripeta. I reperti principali, come l’ormai tristemente celebre ‘132’, la parte finale di uno strallo della pila nove, quella crollata, considerata la prova regina nelle indagini sul crollo del ponte, resteranno all’interno del memoriale a Genova costruito sotto il nuovo ponte San Giorgio. Possetti coglie l’occasione per esprimere delusione in merito all’annunciata assenza del presidente del Consiglio Giorgia Meloni alla cerimonia commemorativa in programma domani a Genova. “Dopo la sentenza aspettavamo Meloni per la commemorazione”, commenta. Il governo sarà rappresentato dal viceministro delle Infrastrutture Edoardo Rixi.

Salis, ponte Morandi è uno spartiacque nella storia di Genova

 “C’è un prima e un dopo il 14 agosto 2018, il crollo del ponte Morandi è una tragedia che ha segnato uno spartiacque nella storia di Genova e continuerà a essere così. Il nostro compito, come istituzioni, è tenere viva la memoria. Perciò ringrazio l’Ordine dei giornalisti, l’Associazione ligure dei giornalisti e tutti coloro hanno collaborato a realizzare una mostra fatta di immagini che raccontano un lavoro corale e prezioso contro l’oblio e l’indifferenza”. Lo dichiara la sindaca di Genova Silvia Salis a Palazzo Tursi all’inaugurazione della mostra fotografica sul crollo del ponte Morandi. La mostra raccoglie un centinaio di immagini scattate da una trentina di fotoreporter genovesi e resterà esposta nel loggiato di Palazzo Tursi per poi essere ospitata definitivamente nelle sale del Memoriale. La sindaca aprendo il suo intervento rivolge un pensiero ai familiari delle vittime.

“Vi ringrazio per quello che fate, sempre con spirito collaborativo e con la volontà di tenere viva la memoria lavorando al fianco delle istituzioni – rimarca -. Abbiamo detto subito di sì all’organizzazione della mostra perché crediamo che i palazzi nei quali si svolge l’attività amministrativa debbano essere anche luoghi vivi, nei quali custodire la memoria e riaffermare la necessità della verità e della giustizia. Vogliamo che Palazzo Tursi sia anche questo. Come istituzioni, non possiamo mai dimenticare che la responsabilità è il primo dei nostri compiti: responsabilità per ciò che facciamo e consapevolezza che ogni scelta di un’amministrazione pubblica incide sulla vita delle persone”. Salis ricorda quindi il 16 luglio scorso, giorno della sentenza di primo grado. “La pubblica amministrazione deve continuare a chiedere giustizia e verità – commenta -. Perciò ho ritenuto doveroso essere presente il giorno della sentenza, un momento che aspettavamo da molto tempo: la giustizia non restituisce l’abbraccio delle persone che ci mancano, ma può aiutare a convivere con il dolore”.

“I giornalisti hanno il compito fondamentale di raccontare con indipendenza ciò che accade nel nostro Paese – conclude Salis -. Non hanno mai mollato e sono sempre stati presenti, anche durante un processo estenuante. Il loro lavoro aiuta la città e il Paese a comprendere meglio i fatti ed è un patrimonio inestimabile. La memoria, per restare viva e pungente, ha bisogno di voci ostinate, che non si stanchino di raccontare”.

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

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