(Il Sole 24 Ore Radiocor)- La ricerca di un porto sicuro nei titoli di Stato accompagna le copiose vendite sui tech, mentre una stretta Fed meno probabile a ottobre favorisce le Borse europee, che archiviano una settimana positiva, seppure volatile. I timori su AI e inflazione scuotono da un lato i mercati, ma hanno contribuito anche a interrompere la lunga corsa dei rendimenti: i Treasury Usa vedono la migliore settimana da febbraio, con il decennale sceso al 5,1% dopo aver superato i massimi dal 2002, sopra il 5,3%.
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A catalizzare l’attenzione nelle cinque sedute è stata l’inflazione Usa e le conseguenti prospettive sui tassi, che hanno innescato un’ondata di vendite sui titoli legati all’AI, amplificate dai timori sull’indebitamento di alcuni colossi del settore, come Coreweave. A complicare il quadro è stato anche l’avvio di una stagione delle trimestrali con risultati variabili, sia per le banche americane, sia per il lusso, dove alla crescita di Cucinelli si sono contrapposti i segnali di debolezza di Lvmh in Cina.
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Così Milano strappa un +0,2%. Fanno meglio gli altri listini: Parigi +2%, Francoforte +2,1%, Amsterdam +1,1%, Madrid +1,5%, e Londra +3,1%. E tra i settori in Europa il tech perde il 3,4%, mentre gli acquisti premiano alimentari e bevande (+7,6%).
A Milano Technoprobe la peggiore dell’ottava a -22,4%
A Piazza Affari il crollo dei semiconduttori lascia il segno: da Technoprobe (-22,4%) a St (-11,6%) e Prysmian (-11,2%). A compensare le vendite Campari (+8,7%) e Cucinelli (+8,3%), quest’ultima premiata dal nuovo rialzo delle stime per il 2026. Corrono anche Leonardo (+7,7%) e Avio (+6,1%), tra nuovi impulsi per la difesa e per il settore satellitare europeo. Resta poi sotto i riflettori il risiko, con la strategia difensiva di Mps (+1,7%) dall’Opas di Intesa (+0,5%) che pare aver perso spessore, in vista del maxi cda di fine mese. Bpm, intanto, cede il 6,3% nell’ottava. Sul comparto è anche arrivata la conferma che la Manovra prevede un contributo di 5 miliardi di euro.
Petrolio in rialzo, sollievo sui rendimenti dei bond
Sullo sfondo restano le tensioni in Medio Oriente, sia sul fronte Usa-Iran, sia su quello di Houthi e Arabia Saudita. Il petrolio termina in volata a New York, dove il Brent, il benchmark internazionale, torna sopra i 110 dollari per la prima volta dal 20 maggio grazie al rialzo superiore al 3,8%. Il Wti, il riferimento americano, sale del 3,68%, a quota 101,58. Corre anche il gas Ttf, +8,9% a 88,6 euro al MWh ad Amsterdam. Sul valutario l’euro si attesta a 1,123 dollari (da 1,1203).




