(Il Sole 24 Ore Radiocor) – L’inflazione annuale Usa sopra le stime riavvicina di colpo la stretta della Fed e manda in crisi Wall Street e i Treasury, mentre le Borse europee chiudono contrastate, con Milano e Madrid negative per i cali delle banche. La possibilità di un rialzo dei tassi della banca centrale americana a ottobre, adesso, è salita al 45%, dal 20% di ieri, secondo i dati Lseg sui future sui tassi. E guardando a dicembre, un rialzo da 25 fino a 50 punti base è considerato, nel complesso, quasi certo dal Cme Fedwatch. Così a Milano il Ftse Mib (-0,61% a 49.753 punti) archivia una seduta debole rispetto ad altre piazze europee, tra cui Parigi (+0,6%) e Francoforte (+0,2%). L’indice di riferimento di Piazza Affari ritorna sotto i 50mila punti recentemente riconquistati, zavorrato tra l’altro dalle vendite sui bancari, che risentono di alcune trimestrali in chiaroscuro dagli Usa.
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Wall Street in rosso dopo aumento inflazione: Nasdaq -1,88%
Chiusura in rosso per Wall Street con l’inflazione Usa che è cresciuta più delle attese, alimentando le aspettative di un aumento dei tassi da parte della Fed, mentre i rendimenti dei titoli del Tesoro a breve termine hanno subito un’impennata. L’indice Dow Jones ha ceduto lo 0,13%, l’S&P500 l’1,05%, il Nasdaq l’1,88%, coi titoli tech messi sotto pressione da una combinazione di timori relativi alla concorrenza cinese, all’aumento dei rendimenti e a un indebitamento eccessivo per alimentare il boom dell’IA.
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A settembre, l’indice dei prezzi al consumo negli Usa è aumentato del 3,7% su base annua, in aumento rispetto al 3,4% di agosto e sopra le attese del consensus degli analisti.
A seguito della pubblicazione dei dati, sono aumentati i rendimenti dei titoli del Tesoro (il decennale è tornato vicino al 5,25%), che la scorsa settimana avevano toccato massimi pluriennali. Il report arriva peraltro in un momento in cui i prezzi del petrolio rimangono elevati e i consumatori pagano di più per la benzina. Sull’azionario, spicca il calo di Bank Of America dopo i conti sotto le attese, mentre le azioni di Bending Spoons hanno registrato un’impennata dopo che Berkshire Hathaway ha deciso di investire altri 330 milioni di dollari nel conglomerato tecnologico italiano quotato negli Usa. Sempre sui tech, Coreweave Inc-Cl A è penalizzata dai nuovi dubbi sulla spesa nel settore dell’intelligenza artificiale.
A Milano giù banche e tech, brilla Avio
Tornando sull’azionario milanese, nonostante un avvio incoraggiante i tech sono stati stretti tra i nuovi dati sull’inflazione che spingono verso un aumento del costo del denaro, e i timori sulla natura speculativa degli investimenti in AI, ricordati ieri dal ceo di Broadcom, Hock Tan: giù in particolare Prysmian (-5,5%) e St (-1,8%). Vendite anche su Amplifon (-2,4%) e Stellantis (-2,3%), all’indomani dei dati sui volumi del terzo trimestre, in calo nelle diverse aree geografiche a eccezione dell’Europa allargata. Fiacche poi le banche, in questo caso a seguito di trimestrali finora poco convincenti dei colossi Usa. Influisce, a valle, anche la bocciatura – da parte del proxy advisor Iss – delle Ops di Mps (-0,3%) su Bpm (-1,6%) e Banca Generali (-0,6%). In testa al listino, invece, spicca Avio (+5,3%), premiata dal mercato dopo l’accordo con Lockheed Martin, con la difesa sugli scudi a livello continentale. Acquisti poi su Campari (+2,9%), tonica anche in questo caso insieme al settore europeo.





