(Il Sole 24 Ore Radiocor) – Le Borse europee tornano nella morsa dei rendimenti dei titoli di Stato, che fanno sempre più paura ai mercati, già alle prese con il petrolio Brent sopra i 100 dollari al barile, l’inflazione sopra le attese e la crisi geopolitica in Medio Oriente. Fattori di allarme che per gli osservatori possono tradursi, almeno in prospettiva, in un rialzo dei tassi di interesse da parte delle Banche centrali più rapido del previsto. La causa dei rincari del greggio restano le tensioni in Medio Oriente e i nuovi attacchi alle infrastrutture saudite dei ribelli yemeniti Houthi, oltre alle offensive contro le navi nello Stretto di Hormuz. Così Milano chiude a -2,51%, e torna sotto i 50mila punti per la prima volta da inizio giugno, a quota 49.972 punti. Sul listino pesano il tech e anche i bancari, che cedono terreno – secondo gli analisti – per motivi tutti esterni al settore, tra rendimenti, shock energetico e incertezze politiche in Europa. Intanto, i recenti dati macro deboli dell’economia Usa hanno ridimensionato le attese per un rialzo dei tassi a ottobre, ma il mercato si aspetta comunque all’86% circa un aumento entro dicembre, secondo il Cme FedWatch.
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Wall Street in calo dopo i record della vigilia
Chiusura in calo per gli indici a Wall Street, il giorno dopo il nuovo record registrato dallo S&P 500, zavorrati dai rialzi del greggio e dai rendimenti dei titoli del Tesoro.
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Il Dow Jones perde lo 0,66% a 51.179,22 punti, il Nasdaq cede lo 0,22% a 27.538,69 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno lo 0,22% a 7.801,72 punti.
Il Wti statunitense è risalito verso i 90 dollari al barile, mentre il rendimento dei Treasury a 10 e a 30 anni è, in entrambi i casi, sui massimi dal 2002. Ieri, come dicevamo, lo S&P 500 ha chiuso sopra quota 7.800 punti per la prima volta, trainato dai guadagni dei produttori di semiconduttori. Oggi, gli investitori attendono in serata la pubblicazione del verbale dell’ultima riunione della Federal Reserve di settembre, in cui la Banca centrale statunitense ha alzato i tassi di interesse per la prima volta dal 2023. Sull’azionario, focus sull’andamento dei tech, tra cui spiccano Intel e Nvidia Corp.
Rendimenti Usa sui massimi dal 2002
I rendimenti dei titoli del Tesoro statunitensi sono di nuovo in rialzo e sui massimi pluriennali, mentre gli operatori si preparano a un’asta di titoli decennali. Il titolo di riferimento del Tesoro a 10 anni, ha toccato in giornata il 5,36%, il livello più alto dal 2002, salvo poi un lieve ritracciamento. Anche il titolo del Treasury a 30 anni ha toccato il 5,72%,(per poi indietreggiare di alcuni punti) raggiungendo a sua volta il massimo degli ultimi 24 anni. Il Tesoro prevede di vendere 39 miliardi di dollari in titoli decennali, in un’asta che si terrà oggi. Questa sarà la seconda di tre vendite del dipartimento del Tesoro previste per questa settimana. Ieri, il governo ha venduto 58 miliardi di dollari in titoli triennali e domani è prevista la vendita di 22 miliardi di dollari in obbligazioni trentennali.





