(Il Sole 24 Ore Radiocor) – La politica torna al centro dei mercati azionari e contribuisce a spingere (o frenare) le Borse europee, e non solo. Tra Parigi che ha chiuso in calo (-0,8%) con i timori sulla crisi sul debito, e Milano (+0,66% a 50.818 punti) che si concentra sul risiko bancario, troviamo in testa al Vecchio Continente Madrid (+1,1%) che guarda al Brasile (l’Ibov di San Paolo ha toccato fino a oltre il +8%), dove il senatore di destra Flavio Bolsonaro ha vinto al primo turno, annunciandosi come favorito nel ballottaggio del 25 ottobre. I listini sono stati inoltre scossi dalla notizia di stamane sulle elezioni anticipate in Spagna di domenica 29 novembre, annunciate dal premier spagnolo, Pedro Sanchez. Il tema politico continua a influenzare anche l’andamento dei bond governativi sia in Europa, sia Oltreoceano, con tassi sui massimi da anni. Il Treasury decennale americano rende circa il 5,32%, ancora su livelli che non si vedevano dal 2002. Intanto gli occhi degli investitori rimangono puntati sul Medio Oriente: gli Houthi hanno attaccato impianti di Saudi Aramco e Riad ha già annunciato nuove offensive in Yemen. In ogni caso, il prezzo del greggio prende fiato: il Wti è scambiato intorno ai 91 dollari al barile, mentre il Brent si attesta a circa 102 dollari. Il gas naturale ad Amsterdam è in ritirata, in area 73 euro al megawattora.
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Domande di approfondimento generate da 24Ore AI
In rialzo Wall Street
Wall Street chiude positiva, dopo la buona performance di venerdì, con il Nasdaq che aveva aggiornato un nuovo record intraday, favorito dalla pubblicazione di un rapporto sull’occupazione sorprendentemente debole, che ha rafforzato le aspettative per una decisione della Federal Reserve a favore di tassi d’interesse invariati a ottobre. Il Dow Jones sale dello 0,18% a 51.268,61 punti, il Nasdaq avanza dell’1,05% a 27.477,31 punti mentre lo S&P 500 mette a segno un progresso dello 0,67% a 7.774,11 punti.
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Sull’azionario, contrastati i tech, tra Intel e Microsoft Corp. Intanto, Ptc è arrivata da subito a toccare un +35% e oltre, dopo che la francese Schneider Electric ha raggiunto un accordo per l’acquisizione della società di software: un’operazione cash da 22,6 miliardi di dollari che ha pesato sul titolo a Parigi, che ha chiuso a -10% circa. Anche Cerebras Systems sale fino a oltre il +9%, dopo che Sam Altman ha definito il produttore di chip uno stretto partner di OpenAI.
Spread e Btp sotto la lente, Oat sorvegliato speciale
Lo spread italiano, dopo i massimi toccati venerdì in giornata in area 130 punti, oggi fa marcia indietro a 115 punti base, da 117 punti. Il rendimento del BTp decennale benchmark sale al 4,64%, dal 4,62% registrato alla vigilia. Il rendimento del Bund tedesco è al 3,48% mentre l’OaT decennale francese continua preoccupare essendo al 4,85%. Lo spread tra OaT e Bund si attesta ora sui 138 punti, dopo aver toccato anche i 149. I mercati guardano con apprensione alle tensioni in Francia anche in vista delle elezioni che si terranno l’anno venturo, quando tra l’altro anche l’Italia sarà chiamata alle urne.
A Piazza Affari occhi su Intesa e Mps
A Milano l’attenzione è sulle banche, in particolare su Intesa (+1,5%) e Mps (+0,8%), dopo la notizia che l’istituto guidato da Carlo Messina ha deciso di alzare l’offerta su Rocca Salimbeni, a condizione che l’assemblea della banca senese di fine ottobre non approvi le operazioni di aggregazione con Bpm (+0,3%) e Banca Generali (-0,7%). Intesa ha messo sul piatto 25 centesimi in più per ogni azione Mps, e l’azionista di Mps Delfin ha già indicato che aderirà all’offerta di Intesa. In coda Mediobanca (-5,1%), il cui futuro rimane incerto, mentre all’opposto corre Unipol (+4%), istituto che rileverà metà della banca senese con il marchio e la sede, e la fonderà con Bper (+2,3%). Osservata speciale rimane poi Generali (+1,1%), visto che l’onda lunga dell’operazione Intesa su Mps arriverà anche a Trieste.





