Zelensky: «Discusse nuove norme di reclutamento dei volontari stranieri nell’esercito»
Sempre su X, il presidente ucraino ha aggiunto: «Ho ricevuto rapporti dal ministro della Difesa Yevhenii Khmara e dal Comandante in Capo delle Forze Armate dell’Ucraina Mykhailo Drapatyi” con cui “abbiamo discusso la revisione del quadro normativo e delle modalità di reclutamento di volontari stranieri per servire nelle Forze di Difesa dell’Ucraina. Chiunque ritenga che la nostra difesa dell’indipendenza ucraina abbia una rilevanza globale deve avere l’opportunità di dimostrare il proprio valore e ricevere il rispetto che merita. Sono grato a tutti i volontari stranieri che hanno già dato un contributo significativo alla difesa dell’Ucraina». «Ho anche approvato nuove operazioni a lungo raggio in risposta agli attacchi russi – ha continuato Zelensky – , ci stiamo preparando a potenziare le nostre capacità a lungo raggio».
Moldova, Chisinau denuncia «inaccettabile» violazione spazio aereo di un drone
Intanto, la Moldova ha denunciato una nuova violazione del proprio spazio aereo, attribuendo a un presunto drone l’esplosione avvenuta ieri nei pressi di Chisinau. L’episodio, che non ha provocato vittime né danni, rappresenta “una nuova e grave conseguenza della guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina”, ha affermato il ministero degli Esteri moldavo in una nota, definendo “inaccettabile” qualsiasi ingresso non autorizzato nello spazio aereo del Paese e una “grave violazione” della sovranità nazionale. L’esplosione si è verificata ieri a Colonita, villaggio vicino a Chisinau. Sul posto la polizia ha riferito di aver trovato frammenti apparentemente di un drone. Non è stata invece indicata l’origine del velivolo senza pilota. Le autorità di frontiera moldave hanno inoltre segnalato oggi il passaggio di diversi velivoli non identificati nello spazio aereo nazionale, nel sud-est del Paese, uno dei quali è precipitato in territorio ucraino.
007 Kiev, Mosca pianifica di reclutare cittadini yemeniti per la guerra in Ucraina
La Russia ha in programma di reclutare almeno 27 cittadini yemeniti per la sua guerra contro l’Ucraina: lo afferma il Servizio di intelligence estera ucraino citato dal Kyiv Independent. Alcuni dei cittadini yemeniti che la Russia intende reclutare per la guerra contro l’Ucraina sono nati nel 2006 e nel 2007, ha riferito il Servizio di intelligence estera. Le autorità russe avrebbero pianificato di stipulare contratti militari dopo la loro regolarizzazione, che avviene in base a un decreto del presidente russo Vladimir Putin riguardante una procedura temporanea per la concessione della cittadinanza e dei permessi di soggiorno.
Nel 2024 sono emerse notizie secondo cui la Russia stava reclutando “centinaia” di mercenari yemeniti per combattere in Ucraina. La Corea del Nord rimane il principale fornitore di truppe straniere per lo sforzo bellico russo, avendo precedentemente dispiegato 12.000 soldati a sostegno di una controffensiva a guida russa nell’oblast’ di Kursk nel 2025.
Dombrovskis, su asset russi aperti a valutare diverse modalità
Parlando in conferenza stampa al termine dell’Ecofin informale a Dublino, il commissario europeo all’Economia Valdis Dombrovskis ha detto che le proiezioni sul fabbisogno finanziario dell’Ucraina per l’anno prossimo erano state fatte presumendo che la guerra con la Russia sarebbe cessata in quell’anno, ma oggi «la conclusione della guerra nel 2027 appare meno probabile. Vi sono molte ragioni oggettive alla base del divario crescente» tra le finanze disponibili allo Stato ucraino e il suo fabbisogno, ma «permane un’estrema incertezza. La questione richiede un po’ di lavoro». Il prestito dell’Ue all’Ucraina da 90 mld di euro, ricorda il commissario, «aveva caratteristiche» che lo rendono molto simile ad un trasferimento, continua, e c’è poco spazio per ulteriori prestiti, quindi «continuiamo a lavorare con i nostri partner» per aumentare i finanziamenti all’Ucraina. Dombrovskis ha poi aggiunto che la Commissione è pronta a valutare «diverse modalità» sull’eventuale uso degli asset sovrani russi immobilizzati nell’Ue per facilitare un accordo tra gli Stati membri.




