Corsa alla guida di Forza Italia aperta e nessun freno al dibattito interno, ovvero: “Chi si vuole candidare” al congresso del 2027 “si candidi” e “guai a mettere la mordacchia a chi vuole dare un suo contributo” perché il partito “non è una caserma”. Il vicepremier e segretario di Forza Italia, Antonio Tajani, rimarca la sua visione per il presente e il futuro degli azzurri. “Gli eredi di Berlusconi sono i milioni di cittadini che votano Forza Italia – dice con un accenno neppure troppo velato alle polemiche che lo hanno descritto inviso ai figli del Cav – . Se non siamo in grado di mobilitarli commetteremmo un grande errore. Per questo i congressi servono, per spalancare le porte di Forza Italia e mettere a confronto le idee”.
Ma dalla corsa alla leadership, ancora una volta, si sfila uno tra i principali accreditati, il vicesegretario e presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto: “Non cerco incarichi – ribadisce – perché ho cinque anni davanti alla Regione e voglio concludere il lavoro che ho iniziato”. Con una precisazione: “Intendo continuare a svolgere un’azione di stimolo all’interno del mio partito e del centrodestra”.
Il pensiero corre alla “scossa liberale” che Occhiuto ha materializzato lo scorso dicembre a Roma, durante un evento organizzato a Palazzo Grazioli, letto da molti come la nascita di una corrente, lettura però reiteratamente respinta dal presidente della Calabria. L’occasione per ribadire e mantenere le rispettive posizioni, in quella che da diversi mesi sembra una accorta e misurata partita a scacchi, è proprio un congresso, quello in Calabria, il primo di Forza Italia nella regione, dove al Palasport di Lamezia Terme il popolo azzurro si è stretto attorno ai propri leader.
Il deputato e candidato sindaco per il centrodestra a Reggio Calabria, Francesco Cannizzaro, sostenuto da una mozione unitaria, è stato eletto segretario regionale venendo, quindi, confermato alla guida degli azzurri sul territorio. Presenti, oltre a Tajani e Occhiuto, la capogruppo al Senato, Stefania Craxi, che ha presieduto i lavori; il ministro per la Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo e la leadership calabrese del partito. Congressi regionali che appaiono come prove generali in vista di quello nazionale. Scelta rivendicata da Tajani.
Idee e propulsione che a Occhiuto non mancano a cominciare dalla richiesta di “maggiore riformismo” e di “elementi liberali” che devono “essere portati da FI come ricchezza per un centrodestra capace di vincere le elezioni la prossima volta”.
Il pericolo già presente, avverte Occhiuto, è che i giovani considerino “la nostra” come “una coalizione ingiallita ostaggio di vecchi retaggi”, a cominciare dal tema dei diritti civili. Ma sulla matrice ideologica di Forza Italia Tajani tiene il punto: siamo “una grande forza liberale. Penso di averlo dimostrato sempre”, dice, considerando “giusto lo stimolo che viene” da Occhiuto, perché “siamo tutti corresponsabili della linea politica. E’ bene che si discuta e ci si confronti. Sono sempre pronto a migliorare, a correggere”. Corsie libere, dunque, a chi vuole correre ma al momento le macchine restano ai box. Con il motore acceso, però.
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