Piove a dirotto alla stazione Bercy di Parigi, ma questo non ferma, anzi, un’accoglienza comunque sontuosa e studiata nei particolari. Dal binario a fianco al nostro i telefonini dei passeggeri di altri treni scattano all’impazzata (una costante in tutte le stazioni dove si farà sosta) e del resto la livrea del treno, il leggendario Venice Simplon Orient Express, – oggi di Belmond (viaggi e alberghi di lusso nelle mani di LVMH) –, quella dello staff, il tono di blu e il calore del legno che ti riportano immediatamente verso un passato di leggenda e fascino, sono qualcosa di irresistibile.
La destinazione è Pompei, più di 24 ore dopo, ed è la prima volta che il viaggio viene effettuato: il richiamo è alla “villeggiatura”, nozione storica di vacanza intelligente che ha bisogno di essere rinfrescata; lentezza e indulgenza nei piaceri che riserva occasioni di cultura e di crescita. L’invito ci è esteso insieme ad un manipolo di riviste, influencer e grandi giornali internazionali: è evidente che il racconto di un tale viaggio non può non passare attraverso l’inchiostro e la carta stampata in una sinergia se si vuole vecchio stile ma che sembra trovare una serie di punti di contatto tra intenzioni e realizzazioni. A bordo l’atmosfera è già eccezionale: uno steward dedicato, che ti seguirà per tutto il viaggio, ha già messo lo champagne in fresco: si parte e si stappa. Le carrozze sono rinnovate nel rispetto totale della gloria di un tempo; dettagli decorativi che si rincorrono, echi degli anni 20-30 dei viaggi glam, le “scomodità” gradite cui forse non siamo più abituati e che invece il treno ribalta a suo favore. I tempi lunghi di percorrenza (una notte a bordo) sono riempiti con la lettura (c’è un libro con racconti di scrittori che hanno già fatto l’esperienza), nessun omicidio e molte coccole: libagioni frequenti, con pranzi e cene – sempre richiesto, coerentemente, l’abito – livello ottimo ristorante “terrestre”. La convivenza forzata e a stretto contatto con gli altri viaggiatori, produce una sorpresa: mollati i telefonini, finalmente, si parla con umani reali. Si fa comunità: ci si informa su quali destini e desideri abbiano portato un centinaio di persone a darsi appuntamento su un treno che li scarrozzi in questa “villeggiatura” 2.0. Cocktail eccellenti, pianobar, chi canta e chi sorride, la sosta notturna ad Asti chiude una giornata da favola tra le volute dei cubani (fumati a terra!). Lo staff del treno: professionisti abituati a riconoscere ed assecondare le richieste dei clienti prima che vengano espresse.
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L’arrivo a Pompei, inedita meta del VSOE, porta la possibilità della visita agli scavi con guida privata (e il saluto del direttore). Belmond da anni sostiene le attività di ricerca archeologica e, per chi sbarca dal treno, poter gironzolare tra gli scavi via dalla pazza folla (del resto è quasi l’ora di chiusura del sito) è un bel privilegio. L’incanto delle strade e delle case di Pompei resta inimitabile: la sera si raggiunge il Caruso a Ravello, hotel della catena di superba classe e altrettanta storia, con la voglia di riposo mista alla consapevolezza di un’esperienza magica. Al Caruso (due notti nel pacchetto), ci si possono inventare altre attività, dalla lezione di pittura alla gita in barca o una visita alle limonaie, o restare a bordo piscina (una delle più belle piscine a sfioro del mondo, con vista mozzafiato sulla costiera), e ovviamente il cibo resta un grande asso nella manica degli organizzatori. La cena di gala della seconda notte termina con il colpo di scena di una enorme torta in forma di treno, non vi sto nemmeno a dire con quali sembianze. Il lusso dell’esperienza è palese, ma non pacchiano, la dimensione culturale presente e valorizzata. Certo si tratta di una mini vacanza non per tutti ma è un viaggio da “una volta nella vita”. Molti sono gli americani che ci hanno accompagnato, tutti concordano che la formula profuma di vecchia Europa, made in Italy, storia e fascino: un sogno sui binari della civiltà perduta della conversazione, della celebrazione della lentezza e del bel vivere. Un tipo di viaggio e turismo slow (altri operatori propongono formule simili) che prende sempre più piede e che ha l’eccellenza come meta. Stavolta la si è raggiunta in tutti gli aspetti e nessuno ha fatto caso più di tanto alle nuvole e alla pioggia. Come si dice: viaggio bagnato, viaggio fortunato. Non era proprio così? Lo so, lo so, ma ci siamo capiti.







