Dopo quattro anni, Google patteggia per chiudere con le accuse di discriminazione razziale. Il colosso Alphabet che controlla il motore di ricerca pagherà 50 milioni di dollari a 4.000 dipendenti di colore.
L’azione legale
La società ha patteggiato un accordo per chiudere una causa iniziata nel 2022, quando i dipendenti avevano denunciato disparità razziali sistemiche in materia di assunzioni, retribuzioni e avanzamenti di carriera. Il procedimento è partito da una ex dipendente, April Curley, che accusava l’azienda di mette in atto una “prassi sistematica” di trattamento iniquo nei confronti dei suoi dipendenti neri.
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La causa ha ottenuto lo stato di class action quando anche altri ex dipendenti di Google si sono uniti a Curley, accusando Google di avere una «cultura aziendale discriminatoria su base razziale», che avrebbe portato la dirigenza a indirizzare i neo assunti neri verso posizioni “inferiori”, ma anche a stipendi inferiori, valutazioni delle prestazioni non oggettive e blocco delle opportunità di avanzamento. Secondo la denuncia i dipendenti di colore che lavorano per Google sono solo il 4,4% della forza lavoro e appena il 3% dei dirigenti.
Il caso
Nella sostanza, ilTribunale distrettuale degli Stati Uniti per il Nord della California ha concesso l’approvazione definitiva, ponendo fine a anni di contenzioso intentato da April Curley, Ronika Lewis, Rayna Reid e Desiree Mayon, con Curley, Lewis e Mayon in veste di rappresentanti della classe di beneficiari dell’accordo. Il tribunale ha ritenuto l’accordo, che era stato annunciato a maggio 2025, equo, ragionevole e adeguato. L’intesa, che rappresenta una risoluzione delle controversie e non costituisce un’ammissione di responsabilità, istituisce un fondo di 50 milioni di dollari e include disposizioni non monetarie. Queste ultime comprendono analisi continue sulla parità retributiva, procedure di rendicontazione rafforzate, misure di trasparenza salariale e limitazioni all’arbitrato obbligatorio per le controversie di lavoro almeno fino ad agosto 2026. «Questo caso riguarda la responsabilità, pura e semplice», ha affermato Crump. «Per troppo tempo, i dipendenti di colore nel settore tecnologico hanno dovuto affrontare ostacoli che limitano le loro opportunità. Questo accordo rappresenta un passo significativo per responsabilizzare una delle aziende più potenti al mondo e per chiarire che le pratiche discriminatorie non possono e non saranno tollerate». Ap riferisce che Google ha dichiarato, al momento del raggiungimento dell’accordo, di essere in totale disaccordo con le accuse di aver trattato in modo scorretto chiunque e di rimanere «impegnata a retribuire, assumere e inquadrare tutti i dipendenti in modo equo».





