Resta alta l’attenzione – e l’attesa
– del Colle sulla norma contenuta nel decreto Sicurezza che
prevede un incentivo da 615 euro per gli avvocati che seguono
una pratica di rimpatrio volontario, nel caso in cui i loro
assistiti scelgano di tornare nei Paesi d’origine. Da giorni è
attivo il faro del Quirinale su una norma che ha provocato
l’allarme delle opposizioni e rilievi critici di alcuni
costituzionalisti. Il presidente – si osserva – parla per atti e
quando la norma arriverà sul suo tavolo deciderà se firmarlo, se
rinviarlo alle Camere o se firmarlo con una lettera.
L’impressione è che la soluzione individuata dal capogruppo di
Forza Italia alla Camera, Enrico Costa, di affidare la soluzione
ad un ordine del giorno sul tema non possa essere sufficiente.
Difficilmente il presidente potrebbe firmare questo testo senza
modifiche. Il decreto deve essere convertito entro il 25 aprile
pena la decadenza.
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