A Piazza Affari, Stellantis (+3,5%) ha chiuso in testa al Ftse Mib, incassando lo slancio del presidente John Elkann per quest’anno: «Siamo fortemente determinati a fare in modo che il 2026 sia un anno di grande successo». Sotto la lente anche il lusso, con acquisti su Moncler (+3,2%) e Cucinelli (+2,3%), all’indomani dei conti di Lvmh (sulla parità a Parigi) e nel giorno di quelli di Kering (+2,9%).
Quanto ad Amplifon (+3,2%), in vetta al listino praticamente per tutta la seduta, ha beneficiato delle stime di Barclays che vedono una crescita dei margini nel primo trimestre dell’anno, nonostante una crescita organica sostanzialmente flat. Il titolo della società risale così dai minimi di metà marzo, quando ha toccato i 7,8 euro per azione, e si porta oltre i 9 euro. Complessivamente, Goldman Sachs ravvisa buone prospettive di rendimento per il settore europeo degli apparecchi acustici, come dimostra la performance positiva dei titoli del settore sulle altre piazze del Vecchio Continente: Demant (+3,2%) e Gn Store Nord (+2,6%) a Copenhagen, e Sonova +1,4% a Zurigo.
Seduta positiva per le banche con Unicredit (+3,2%) che guida i guadagni nel settore, seguita da Mps (+2%), alla vigilia dell’assemblea a Siena chiamata a rinnovare il cda per il prossimo triennio. Bene anche Mediobanca e Intesa, in rialzo dell’1,9%. Tra i peggiori del listino, accanto ai petroliferi, ci sono i titoli della Difesa: -1% per Fincantieri e -0,5% per Leonardo.
Intanto, Kering ha comunicato i dati del primo trimestre a Borsa chiusa: il giro d’affari è stato di 3,56 miliardi di euro, in calo del 6% a cambi correnti o stabile su dati comparabili rispetto allo stesso trimestre del 2025. Tra i settori, in volata la gioielleria, in calo la divisione Abbigliamento e Pelletteria. Il marchio di punta Gucci ha visto scendere il giro d’affari a 1,34 miliardi.
Dollaro in calo, euro riaggancia 1,18 dollari
Perde terreno il dollaro, allontanandosi dal ruolo tradizionale di bene rifugio, segnando la settima seduta consecutiva di calo, sui minimi dall’inizio della guerra. Con l’indebolimento del biglietto verde l’euro si rafforza sul biglietto verde e riconquista 1,18 dollari. Secondo gli analisti di Societe Generale, l’euro potrebbe salire ulteriormente verso quota 1,20 dollari se ci sarà una de-escalation della guerra in Iran che porterà alla riapertura dello Stretto di Hormuz. Anche se i prezzi dell’energia dovessero diminuire, SocGen prevede che la Bce alzerà i tassi a giugno e a settembre, mentre la Federal Reserve li lascerà invariati. «Questa è anche la valutazione del mercato, quindi dovrebbe avere poco impatto da qui in poi, ma contribuisce a rendere ancora più probabile un ulteriore aumento dell’euro-dollaro», dicono.





