Il vicepresidente degli Stati Uniti, J. D. Vance, è andato in Ungheria per sostenere la campagna elettorale del primo ministro nazionalista Viktor Orbán. La visita arriva a pochi giorni dalle elezioni parlamentari, che si terranno domenica 12 aprile. Il voto, stando ad alcuni sondaggi indipendenti, potrebbe porre fine alla permanenza di Orbán, eletto per la prima volta nel 2010.
«Mossa pilotata per influenzare il voto»
Secondo Vance, Orban «vincerà le elezioni». Il vicepresidente Usa – durante il comizio congiunto seguito all’incontro con Orban – ha dichiarato che «uno dei motivi per cui il presidente degli Stati Uniti mi ha mandato qui è perché riteniamo che l’ingerenza della burocrazia di Bruxelles contro il premier magiaro sia stata davvero vergognosa».
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Péter Magyar, leader di Tisza, principale partito di opposizione ungherese e favorito nei sondaggi, ha definito l’incontro come «una mossa pilotata per influenzare il voto».
La Ue replica alle accuse di Vance: «Le elezioni le decidono i cittadini»
«Le elezioni sono una scelta esclusiva dei cittadini. Insieme, la Commissione e i Paesi membri stanno costruendo un’Europa più forte e più indipendente». Lo afferma all’Ansa una portavoce della Commissione europea, rispondendo alle accuse di ingerenza da parte »dei burocrati Ue» avanzate dal vicepresidente americano JD Vance in conferenza stampa a Budapest con Viktor Orban. «In Europa, le elezioni non sono decise dalle Big Tech e dai loro algoritmi», aggiunge la portavoce, ricordando che il Digital services act europeo serve a «mitigare i rischi per proteggere le nostre democrazie».
Orbán rischia di non essere rieletto
Il sostegno da parte degli Stati Uniti arriva in un momento critico per il nazionalista Orbán. Il primo ministro ungherese, al potere da 16 anni, deve fronteggiare un crescente malcontento economico e sociale. In questo contesto, i sondaggi degli istituti indipendenti prevedono una vittoria schiacciante per il partito di Magyar.







