Cinque ministri dell’Economia Ue, tra cui Giancarlo Giorgetti, chiedono una misura per tassare gli extraprofitti delle società energetiche, in reazione all’aumento dei prezzi del carburante per la guerra in Medio Oriente. Oltre che dall’Italia, la richiesta è sottoscritta anche da Germania, Spagna, Portogallo e Austria. «Una soluzione europea», scrivono in una lettera al commissario Ue Wopke Hoekstra, «rappresenterebbe un segnale per i cittadini» e per l’economia dimostrando che «siamo uniti e in grado di agire» e invierebbe un «messaggio chiaro»: coloro che traggono profitto dalle conseguenze della guerra devono fare la loro parte.
Strumento a livello europeo
«Il conflitto in Medio Oriente ha causato un aumento dei prezzi del petrolio, imponendo un onere significativo sull’economia europea e sui cittadini europei» e «è importante garantire che tale onere sia distribuito equamente», scrivono in una lettera al commissario europeo per il Clima Wopke Hoekstra assieme a Giorgetti, i ministri dell’Economia di Austria Markus Marterbauer, Germania Lars Klingbeil, Portogallo Joaquim Miranda Sarmento e Spagna Carlos Cuerpo. I cinque ricordano di aver «sostenuto e promosso misure per tassare gli extraprofitti delle imprese energetiche» e chiedono alla Commissione di sviluppare «uno strumento analogo a livello dell’Ue, fondato su una solida base giuridica».
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Agire insieme
«Una soluzione europea rappresenterebbe un segnale per i cittadini dei nostri Stati membri e per l’economia nel suo complesso, dimostrando che siamo uniti e in grado di agire» e invierebbe «un messaggio chiaro: coloro che traggono profitto dalle conseguenze della guerra devono fare la loro parte per alleviare il peso sulla collettività». Secondo i ministri, agire insieme permetterebbe di «finanziare misure temporanee di sostegno, in particolare per i consumatori, e contenere l’aumento dell’inflazione, senza gravare ulteriormente sui bilanci pubblici». Bruxelles è invitata a «sviluppare rapidamente» lo strumento e a valutare «se e come i profitti esteri delle compagnie petrolifere multinazionali possano essere inclusi in modo più mirato» rispetto al precedente contributo del 2022.
Commissione Ue: «Esaminiamo e risponderemo»
«Abbiamo ricevuto la lettera. La stiamo attualmente esaminando e risponderemo a tempo debito». Lo ha dichiarato un portavoce della Commissione europea, confermando di aver ricevuto la lettera con cui i ministri dell’Economia di Spagna, Germania, Italia, Portogallo e Austria chiedono un intervento sugli extraprofitti delle aziende energetiche, attraverso un possibile meccanismo temporaneo di solidarietà. Il portavoce ha inoltre ricordato che l’esecutivo Ue sta lavorando “a stretto contatto con gli Stati membri su possibili misure politiche mirate” per rispondere alla crisi energetica, richiamando le lezioni apprese nel 2022 e lo strumento temporaneo di solidarietà allora introdotto. “Sebbene non siamo nella stessa situazione, è importante tenere conto dell’esperienza maturata”, ha aggiunto.
FI, ok iniziativa su extraprofitti ma non sia punitiva per imprese
«L’iniziativa dei cinque ministri dell’Economia dell’Unione europea, tra cui quello italiano, per affrontare a livello comunitario il tema degli extraprofitti delle società energetiche può dimostrare che l’Europa sa reagire in modo unitario ed efficace in una fase segnata dai rincari legati alle tensioni in Medio Oriente. Ma per raggiungere davvero l’obiettivo, l’Unione dovrà costruire questa proposta insieme agli attori del settore energetico, definendo criteri uniformi, trasparenti e applicabili senza ambiguità. È fondamentale evitare che l’iniziativa possa definirsi come una misura punitiva o come l’ennesima tassa, che non servirebbe allo scopo», Così, Stefania Craxi, presidente dei senatori di Forza Italia.






