Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi è regolarmente al lavoro e la sua agenda è immutata. All’indomani della dichiarazione della giornalista Claudia Conte dal Viminale arriva un no comment assoluto per non alimentare il gossip. Secondo quanto si apprende, “non ci sarà nessuna dichiarazione pubblica del ministro in proposito”. Dal ministro dell’Interno, “non ci sono mai stati favoritismi, incarichi, favori o interessamenti nei confronti di nessuno”, si apprende, e “chi ha sostenuto e sostiene il contrario ne risponderà nelle sedi competenti”. Il ministro infatti ha già dato mandato a un legale per tutelare la propria persona.
Claudia Conte, nelle battute finali di un’intervista video rilasciata a Money.it, per la serie ‘Money Talks’ condotta dal podcaster Marco Gaetani, a una domanda diretta (“Si parla di una tua relazione col ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. È vero o non è vero?”) inizialmente è apparsa sorpresa, per poi rispondere in modo sintetico: “È una cosa che non posso negare, però sono molto riservata nella mia vita privata”.
Interrogazione Pd su incarichi Claudia Conte: “Necessari chiarimenti”
“A seguito delle informazioni riportate in queste ore dai maggiori quotidiani, il gruppo Pd alla Camera ha presentato un interrogazione a firma Serracchiani- Bonafè per chiedere al Governo di chiarire gli incarichi pubblici affidati alla giornalista Claudia Conte, che secondo la stessa avrebbe una relazione con il Ministro dell’interno. Nell’atto ispettivo si chiede di verificare trasparenza, modalità di selezione, eventuali compensi e possibili conflitti di interesse”. Si legge in una nota del Pd.
Questo il testo dell’interrogazione Pd: “Secondo quanto riportato da numerosi organi di stampa nazionali in data 1° aprile 2026, la giornalista e organizzatrice di eventi Claudia Conte avrebbe dichiarato l’esistenza di una relazione personale con il Ministro dell’interno Matteo Piantedosi; indipendentemente dalle scelte di vita del ministro che non sono soggette al giudizio degli interroganti, le medesime fonti riferiscono che la stessa Claudia Conte è stata nominata, in data 12 febbraio 2026, consulente della Commissione parlamentare di inchiesta sulle condizioni di sicurezza e sul degrado delle città e delle periferie, con incarico a titolo gratuito e a tempo parziale; ulteriori notizie di stampa evidenziano che la medesima avrebbe intrattenuto ulteriori rapporti di collaborazione con strutture riconducibili all’amministrazione dell’interno, tra cui attività presso la Scuola di perfezionamento per le forze di polizia, sebbene in parte ricondotte formalmente a moderazione di eventi e tavole rotonde; secondo le stesse fonti, risultano altresì attività professionali e incarichi in ambito pubblico e parapubblico, incluse collaborazioni con la concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo (Rai Radio 1) e la partecipazione ad iniziative istituzionali in materia di difesa, sicurezza e legalità; la concomitanza tra rapporti personali dichiarati con il Ministro dell’interno e incarichi o collaborazioni riconducibili a organismi pubblici o collegati allo Stato ha determinato un rilevante dibattito pubblico e politico, con richieste di chiarimento circa la sussistenza di possibili profili di opportunità istituzionale, trasparenza e conflitto di interessi”.
“Tutto ciò premesso, si chiede di sapere: quali siano, in modo puntuale e documentato, tutti gli incarichi, le consulenze, le collaborazioni o i rapporti professionali intercorsi, a qualsiasi titolo, tra la signora Claudia Conte e amministrazioni dello Stato; enti pubblici; società partecipate o controllate dallo Stato; quali siano state le procedure di selezione e di conferimento dei suddetti incarichi, con particolare riferimento alla pubblicità degli avvisi; ai criteri di valutazione dei curricula; alla eventuale comparazione tra candidati; se tali incarichi abbiano comportato compensi, rimborsi o altri benefici economici, anche indiretti, e in quale misura; quali iniziative il Governo intenda adottare al fine di garantire la piena trasparenza e l’assenza di ogni possibile interferenza e conflitti di interesse tra relazioni personali e conferimento di incarichi pubblici o para-pubblici”.









