Si sgonfia l’inchiesta della
procura distrettuale antimafia di Firenze, sullo smaltimento del
keu, gli scarti tossici di risulta delle concerie di Santa Croce
sull’Arno (Pisa) dispersi illecitamente in vari luoghi in
Toscana, anche in alcuni cantieri edili. Cinque anni dopo
arresti e sequestri, il gip Gianluca Mancuso al termine
dell’udienza preliminare ridimensiona le accuse e spezza
l’inchiesta in due processi, che inizieranno davanti ai
tribunali di Pisa e di Arezzo in estate.
Sono caduti i reati di associazione per delinquere e
corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio. Ci sarà,
invece, un processo per 14 imputati, a vario titolo, di
corruzione elettorale, illecita gestione e illecito smaltimento
e sversamento di rifiuti, e per quattro aziende per la
responsabilità amministrativa delle imprese, Associazione
Conciatori, Consorzio Depuratore Santa Croce, Consorzio Aquarno,
Le Rose srl.
Il gip Mancuso ha rinviato a giudizio l’ex consigliere
regionale Pd Andrea Pieroni, già presidente della Provincia di
Pisa, per corruzione elettorale: per ottenere il voto dei
vertici dell’associazione conciatori alle Regionali 2020 –
questa l’accusa – si sarebbe impegnato a far approvare dal
Consiglio regionale l’emendamento per sottrarre Aquarno
dall’obbligo di sottoporsi alla procedura di autorizzazione
integrata ambientale, un notevole sgravio. Il processo si
svolgerà davanti al tribunale di Pisa, individuato competente
per territorio, con primo udienza il 2 luglio 2026.
Oltre a Pieroni sono imputati gli imprenditori Alessandro
Francioni, Aldo Gliozzi, l’ingegnere Nicola Andreanini,
l’avvocato Alberto Benedetti. Con l’accusa di illecita gestione
dei rifiuti, illecito sversamento nei canali Usciana e
Controusciana immissari in Arno, sono imputati nello stesso
processo Antonio Lasi, Lorenzo Mancini, Silvia Rigatti e
Francesco Lerose, la moglie e il figlio, e la stessa società.
Il giudice Mancuso, inoltre, ha trasferito un altro filone
dell’inchiesta in un processo per competenza territoriale ad
Arezzo con imputato l’imprenditore Francesco Lerose, la moglie
Annamaria Faragò e il figlio Manuel Lerose, oltre alla stessa
società Lerose con sede a Levane di Bucine (Arezzo) con l’accusa
di smaltimento illecito di rifiuti. Questo processo si aprirà il
prossimo 9 luglio.
Prosciolta perché ‘il fatto non sussiste’ l’ex sindaca di
Santa Croce, Giulia Deidda (Pd) dalle accuse di associazione per
delinquere e corruzione per aver fatto da tramite tra
imprenditori e politica; Deidda secondo la pm Christine von
Borries avrebbe favorito il Consorzio Aquarno, nominando
consulenti favorevoli ai conciatori e avrebbe assicurato la
raccolta di contributi elettorali da imprenditori per destinarli
ad alcuni politici nonché di essersi adoperata per la riconferma
dell’incarico a capo di gabinetto del presidente della Regione
Eugenio Giani, Ledo Gori. Anche Gori, accusato di corruzione, è
stato prosciolto perché ‘il fatto non sussiste’. Assolti infine
anche i vertici delle aziende orafe Chimet e Tca.
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