Secondo l’agenzia ufficiale libica Lana, il ministro degli Esteri ad interim Taher al Baour ha discusso con l’ambasciatore russo a Tripoli, Aydar Aganin, gli sforzi in corso della National Oil Corporation, dell’Autorità portuale e del trasporto marittimo per gestire la nave e limitare i rischi ambientali.
Sul piano operativo, la Difesa del Governo di unità nazionale ha reso noto ieri che il Centro di coordinamento ricerca e soccorso della Guardia costiera supervisiona l’intervento, con il supporto di un rimorchiatore legato ai campi petroliferi.
Nelle stesse ore, la zona franca di Misurata ha annunciato l’invio di un team specializzato del dipartimento affari marittimi a bordo del rimorchiatore Assumud, in coordinamento con la sala operativa, la Guardia costiera e la sicurezza portuale, per rafforzare le capacità di contenimento e mettere in sicurezza la navigazione.
Già nella notte tra il 23 e il 24 marzo, la Noc aveva elevato il livello di allerta, attivato una sala operativa centrale attiva 24 ore su 24 e disposto mezzi e attrezzature anti-sversamento, precisando di lavorare con le società che gestiscono le infrastrutture offshore, con l’Autorità portuale e con partner internazionali, tra cui Eni che ha una joint venture con la Noc per Mellitah Gas and Oil.
Il carico della nave, composto da gas naturale liquefatto e 700 tonnellate di carburanti (450 olio combustibile 250 gasolio), rappresenta un rischio elevato in caso di perdita o collisione.






