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Home Cronaca Italiana

Referendum, la geografia del voto: le grandi città del Sud e del Nord dicono No, il sì si afferma solo in Veneto, Lombardia e Friuli

di Redazione Impresa mercati
23/03/2026
in Cronaca Italiana
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Affluenza al 54%. Il No supera il Sì con il 54,7% e nella città di Campobasso arriva al 58,6%.

Piemonte

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Affluenza al 62,6%. Il No si attesta al 53,5%, trascinato da Torino e dalla sua provincia. Il Sì ha invece dominato in tutte le altre province, con Vercelli che si piazza al top con il 55,7% di voti favorevoli alla riforma.

Puglia

Affluenza al 52%. Il No vince con il 57,1% dei voti, nella città di Bari e nella sua provincia supera il 60%.

Sardegna

Affluenza al 52,8%. Il No sfiora il 60% e nella città capoluogo di Regione, Cagliari, lo supera, attestandosi al 61,2%.

Sicilia

Maglia nera per l’affluenza con il 46,1%. Il No va oltre il 60% e a Palermo sfonda con il 68,9%.

Toscana

Seconda per affluenza con il 66,2%. Buona vittoria del No con il 58,1%. A Firenze exploit dei contrari alla riforma, sono il 66,5%.

Trentino Alto Adige

Affluenza al 52,4%. Il No vince di un soffio, fermandosi al 50,5%. Ma nella città di Trento è vittoria netta con il 60%.

Umbria

Terza Regione per affluenza con il 65%. Il No vince con il 51,6% e a Perugia supera il 55%.

Valle d’Aosta

Affluenza al 58,5%. Il No vince con il 51,8% e nella città di Aosta arriva al 55%.

Veneto

Affluenza al 63,4%. Il Sì vince con il 58,4% ma il No prevale in cinque capoluoghi di provincia su sette. Nella città di Venezia si attesta al 55,1%.

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Milano e il caso Lombardia 

Altri dettagli emergono da alcuni casi specifici. A Milano, dunque, vince il no e in Lombardia il sì. È questo il verdetto nella regione dove sono nate Forza Italia e Lega e dove l’affluenza ha superato di molto il dato nazionale. Una volta scrutinate tutte le 9.258 sezioni la partecipazione al referendum è stata del 63,75%. La città con l’affluenza più alta è Bergamo con il 65,25%, buon risultato anche a Brescia dove ha votato il 64,74% degli elettori e a Lecco (64.95%), anche a Milano il dato supera il 65%. Nella provincia di Bergamo il sì vince con oltre il 60%, così anche a Brescia, mentre a Varese è oltre il 55%. Prendendo l’intera città metropolitana il no supera il 53%, a Milano città invece arriva a oltre il 58%.

Genova e la Liguria

La Liguria dice “no” alla riforma della giustizia con 416.683 voti contrari al referendum costituzionale confermativo(il 57,03% ) rispetto ai 313.935 del ’sì’ (42,97%). Una percentuale di contrari superiore alla media nazionale del 53,74% con la provincia di Genova a guidare il fronte degli ’oppositori’ alla riforma Nordio con oltre 247mila ’no’ pari al 61,16% del totale rispetto agli oltre 156mila sì pari al 38,84%, seguita dalla Spezia con 58.851 contrari pari al 55,04% e da Savona con 69.218 ’no’ pari al 52,53%, mentre Imperia è l’unica provincia ligure dove il ’sì’ prevale con 46.160 voti pari al 52,76%, ma a sorpresa non riesce a conquistare il Comune di Imperia fermandosi a 8.344 voti pari al 44,85%. Con un’affluenza definitiva del 62,24% pari a 734.968 votanti, 2.865 schede nulle, 1.475 bianche e 10 contestate la Liguria è sopra all’affluenza media nazionale del 58,93% e all’ottavo posto nella classifica delle regioni con la più alta partecipazione al voto dietro a Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Lombardia, Veneto e Piemonte.

Roma e il Lazio

Roma traina la vittoria del No nel Lazio, complice anche l’affluenza record. Il Sì vince nelle altre province ma non riesce a contenere l’onda d’urto della Capitale. Nel Lazio il No al referendum costituzionale sulla riforma della giustizia si afferma con il 54,58% mentre il Sì si ferma al 45,42%. Ma l’exploit è nella Capitale dove il No stravince con il 60,31% mentre il Sì si ferma al 39,69%. La riforma voluta dal governo Meloni viene bocciata in tutti i Municipi di Roma, anche nel VI, quello di Tor Bella Monaca, l’unico guidato dal centrodestra. Anche qui il No ha ottenuto il 53,97%, un risultato più contenuto, complice anche l’affluenza più bassa. Il pienone, con il 67%, è arrivato nell’VIII municipio (Appia Antica), dove il popolo del no è andato a votare in massa. La mobilitazione del centrosinistra contro la riforma, chiamata anche dal sindaco Roberto Gualtieri, è arrivata con una partecipazione al voto da record: ha votato il 64,26% degli aventi diritto e l’affluenza del 33,11% delle regionali del 2023 sembra un ricordo lontano. Anche in provincia di Roma il No ha vinto con il 57,46% contro il 42,54% del Si. Cambia il quadro nelle altre province, dove il centrodestra governa i capoluoghi e si è affermato nelle regionali del 2023 che lo hanno portato alla guida della Regione. In Ciociaria vince il Si con il 52,53%, contro il 47,47% del No e a Frosinone il Sì supera il 53%. Anche in provincia di Latina vince il Sì con il 53,54% contro il 46,46% del No, a Latina città il Si arriva al 54,89%. In provincia di Rieti il Sì si afferma con il 53,13% contro il 46,87% del No. La miglior prova il Sì la dà nella Tuscia, con il 56,33% rispetto al 43,67% del No. Il record a Viterbo con il 57,08%.

Firenze e la Toscana

Con un’affluenza molto elevata alle urne (66,27%, seconda in Italia dietro l’Emilia Romagna) e un risultato netto (58,16% per il No), la Toscana è stata una delle regioni che hanno trainato la vittoria del fronte contrario alla riforma costituzionale sulla giustizia. Con un dato dell’affluenza di poco superiore al 65,89% registrato in occasione del referendum costituzionale 2020 sul taglio dei parlamentari, oltre un milione di toscani ha votato No, scelta maggioritaria in tutte le 10 province e in tutti i dieci Comuni capoluogo. Stesso risultato, ma diverse percentuali però: fra i capoluoghi il primato è di Livorno (67,32%) seguita da Firenze città dove il No ha sbancato col 66,57%, ma nell’hinterland diversi comuni hanno superato il 70%; risultato netto anche in altri capoluoghi che pure sono governati dal centrodestra come Pisa (64,16%), Pistoia (59,08%), Siena (58,30%), Massa (56,20%) e Lucca (54,90%). Distacco molto più ridotto ad Arezzo (51,01%) e Grosseto (50,94%). A Prato, commissariata dopo le dimissioni della sindaca Pd Ilaria Bugetti, il No ha vinto col 54,44%. Sorrisi per il Sì sono arrivati dalle isole, da alcuni comuni costieri come Forte dei Marmi, Castiglione della Pescaia e Capalbio, e altri centri come Montecatini Terme.

L’Aquila e l’Abruzzo

Ultimato lo spoglio nelle 1.628 sezioni, in Abruzzo al referendum costituzionale il No ottiene 315.440 voti e raggiunge il 51,77%, mentre il Sì si ferma al 48,23% (293.838 preferenze). A livello provinciale, nel Pescarese il No arriva al 53,76%, nel Chietino al 52,86%, nel Teramano raggiunge il 52,51%. Unico territorio in controtendenza è la provincia dell’Aquila: il No si ferma al 47,52%, mentre il Sì raggiunge il 52,48%, diversamente dalla città capoluogo. Il No vince infatti all’Aquila città, con il 52,39%, come a Pescara (55,49%), a Teramo (53,17%) e a Chieti (51,81%). Quello del capoluogo di regione, guidato da due mandati dal sindaco di FdI Pierluigi Biondi, è un dato che fa discutere: qui, dove si è registrata l’affluenza record in Abruzzo del 67,26%, nella primavera del prossimo anno sono in programma le amministrative, che coincidono con la tornata delle politiche. Il comune che ha fatto registrare l’affluenza più alta per il referendum è Fano Adriano, 250 abitanti in provincia di Teramo, con il 76,39%. Il dato più basso, invece, è quello di San Benedetto in Perillis, paesino dell’Aquilano in cui vivono circa cento anime. Se la media regionale è del 60,51%, sono undici i comuni abruzzesi in cui l’affluenza supera il 70%, mentre ce ne sono dieci con un dato inferiore al 50%.

Le Marche

Un’affluenza alle urne del 63,77% molto sopra il dato nazionale (58,93%) e netta prevalenza di contrari alla riforma della giustizia con il 53,74% dei voti. È il quadro delle votazioni per il referendum costituzionale nelle Marche dove, a livello provinciale, i picchi del No sono stati registrati in provincia di Ancona (58,35%) e in particolare nella città capoluogo di regione con il 61,52%. Mentre le province di Macerata e Fermo sono andate in controtendenza con la vittoria del Sì: 50,62% a Macerata e 50,31% a Fermo. Tra le altre province anche a Pesaro Urbino il No ha sfondato quota 54,24% (45,76% del Sì) mentre ad Ascoli Piceno sono stati il 52,06%.

La Calabria

La Calabria dice no al referendum della giustizia. Nella regione guidata dal centrodestra a trazione Forza Italia – il 30% di consensi alle regionali dello scorso anno – il 57,26% dei votanti ha bocciato la riforma. L’unica provincia in controtendenza è stata quella di Reggio Calabria, dove il sì prevale con il 53,10% dei consensi (in città il 50,81%) contro il 46,90% dei contrari. La Calabria non ha brillato per partecipazione, visto che si è posizionata penultima per affluenza con il 48,37%. La Provincia in cui è più netta la vittoria del no è quella di Cosenza con il 63,74%. Poco sotto Catanzaro (59,51%) e Crotone (58,23%), mentre a Vibo Valentia, il no arriva al 56,99%. Un dato che rispecchia quello dei capoluoghi, con Cosenza città che arriva 66,55% di no.

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