Un confronto pubblico sul prossimo
referendum si è svolto oggi organizzato da Legacoop Fvg, Arci
Fvg e Forum del Terzo Settore. Per il no sono intervenuti il
sostituto procuratore Federico Frezza insieme con l’avvocato
Caterina Bove. Per il sì le avvocatesse Sabina Della Putta e
Fiorenza Prada.
“E’ una riforma estremamente divisiva, questo è un rischio
per il Paese – ha detto Frezza – ci si arriva con una divisione,
con un livello di polemica che francamente sarebbe meglio non ci
fosse, che sta esondando quelli che sono i temi veri e propri.
In secondo luogo, io non vedo perché farla, in quanto al momento
i giudici sono completamente separati dai Pm come modo di
decidere, come decisioni concrete. Quindi non vedo perché andare
a cambiare qualcosa che è stato pensato così e così funzionava.
E poi – ha spiegato Frezza – vedo un rischio di intimorire i
giudici e quindi di avere un giudice molto più schiacciato sulla
Cassazione, su quello che va fatto obbligatoriamente e, e quindi
una sua minore indipendenza. Credo che tutti noi non vorremmo
avere un giudice intimorito. Un giudice intimorito può essere
anche un giudice più asservito a potenti o a potentati”. Sul
sorteggio Frezza ha aggiunto che “quello di un organo ancora non
l’avevo visto, penso sia un’anomalia totale”.
Per il sì, Della Putta ha ricordato che “anche in questa
occasione spieghiamo le ragioni tecniche, al di là delle
‘drammatiche’ connotazioni politiche di questo referendum,
perché questa consultazione è qualcosa che prescinde totalmente
dalla competizione politica normale, ordinaria, che vedrà la
consultazione alla sua scadenza naturale nel 2027. Questa invece
è un altro tipo di consultazione, quindi bisogna capire davvero
da dove nasce questa riforma, quali sono i problemi che questa
riforma tenta di risolvere e perché è così importante votare
sì”. Ai cittadini Della Putta suggerisce di “leggere le norme e
cercare di capire soprattutto qual è la differenza tra oggi e
domani, e il perché tante cose che vengono paventate come futuri
pericoli possibili oggi non lo siano”.
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