(Il Sole 24 Ore Radiocor) – Chiusura in solido rialzo per le borse europee che scommettono su un allentamento della tensione in Medio Oriente a breve e sono state galvanizzate dal calo del petrolio. Il Brent è sceso dai 120 dollari al barile della vigilia agli 87 dollari, in flessione di oltre 11 punti percentuali. A far scattare le vendite sul greggio, le parole del presidente Usa, Donald Trump, che ha detto che la guerra con l’Iran finirà «molto presto». Ma l’inquilino della Casa Bianca è poi intervenuto sull’approvvigionamento energetico con un post su Truth: «Se l’Iran dovesse intraprendere qualsiasi azione che blocchi il flusso di petrolio nello Stretto di Hormuz, sarà colpito con una forza venti volte maggiore rispetto a quella utilizzata finora», ha scritto. Così Milano termina le contrattazioni in rialzo del 2,67%, riagguantando la soglia dei 45mila punti. Tonica anche Parigi (+1,79%) e Francoforte (+2,25%).
Wall Street, chiusura intorno alla parità
Seduta volatile e chiusura intorno alla parità a Wall Street, con gli investitori che continuano a seguire gli sviluppi della guerra con l’Iran. A circa un’ora dalla chiusura, la Casa Bianca ha dichiarato che la Marina militare statunitense non ha scortato una petroliera nello Stretto di Hormuz, contrariamente a quanto scritto su X dal segretario all’Energia, Chris Wright. Il post su X aveva spinto il petrolio Wti, già in forte calo, sotto gli 80 dollari al barile; il Wti ha poi chiuso a 83,45 dollari, in calo di quasi il 12%. Il Dow Jones ha perso 34,29 punti (-0,07%), lo S&P 500 è sceso di 14,51 punti (-0,21%), il Nasdaq ha chiuso in rialzo di 1,15 punti (+0,01%). L’oro ha guadagnato 138,20 dollari, il 2,71%, a 5.229,70 dollari all’oncia. Euro stabile a 1,163 dollari. Bitcoin in rialzo dell’1,74% a 70.208 dollari.
Loading…
Gli operatori seguono da vicino gli ultimi sviluppi in Iran. Dopo le parole del presidente Trump, il segretario alla Difesa, Pete Hegseth, ha detto che gli Stati Uniti andranno avanti fino alla «sconfitta completa del nemico. L’Iran è ormai isolato» e «noi stiamo vincendo. Ma questo non è il 2003, non sarà una guerra infinita», ha aggiunto, riferendosi all’invasione dell’Iraq. Nel frattempo, secondo il colosso petrolifero saudita Aramco, la guerra con l’Iran avrà «conseguenze catastrofiche per il mercato petrolifero mondiale». A livello azionario, il titolo di Kohl’s è in rialzo, nonostante un fatturato deludente nel quarto trimestre per la catena di negozi al dettaglio, pari a 4,97 miliardi di dollari, al di sotto delle stime di 5,03 miliardi di dollari. D’altra parte, gli utili del quarto trimestre di 1,07 dollari per azione hanno superato gli 85 centesimi previsti. Perfarmance opposta per Taiwan Semiconductor, nonosante il produttore di chip abbia registrato un aumento del 30% delle vendite nei primi due mesi dell’anno.
A Milano corrono le banche e il tech
A Piazza Affari gli acquisti si sono concentrati sulle banche con Unicredit che ha guidato i rialzi (+5,65%). Sotto i riflettori Mps (+4,95&) e Mediobanca (+5,04%) alle prese con il progetto di integrazione che arriva alla prova dei Cda con il nodo dei concambi in primo piano. In luce i tech, in scia ai rialzi del settore: St mette a segno un rialzo del 5,6% con Deutsche Bank che alza il target price a 32 euro, ritenendo che la crescita dei data center legati all’AI possa diventare uno dei principali motori di sviluppo per la società italo-francese. Ben comprati i titoli del risparmio gestito, con Azimut (+4,8%) e Banca Mediolanum (+3,3%) che hanno messo a segno i rialzi maggiori. Scivolano in fondo al listino Lottomatica (-1,14%) e Inwit (-1,79%).
Petrolio crolla sotto i 90 dollari, salgono oro e argento
Dopo il picco di oltre 119 dollari toccato alla vigilia, il contratto future sul Brent scende sotto i 90 dollari al barile. Andamento analogo per i future sul Wti, in area 84 dollari. A far scattare le vendite da un lato le parole del presidente Trump; dall’altro il possibile rilascio delle riserve strategiche del G7 e le posizioni dei Paesi europei guidati dalla Francia disposto a inviare navi per proteggere il traffico nello stretto di Hormuz. In forte calo anche il gas europeo trattato ad Amsterdam, ben al di sotto dei 50 euro al MWh.





